Self Portrait – l’autoritratto fotografico come cura nel lockdown

In questo articolo vi parlerò dell’importanza dell’autoritratto come crescita della propria creatività fotografica specialmente durante la quarantena.

L’autoritratto fotografico si configura come un racconto autobiografico, una sorta di confessione o interrogazione di se stessi. Aiuta a prendere coscienza del proprio io e di una immagine corporea non sempre coincidente con quella mentale. Qui di seguito ti mostrerò 5 motivi per cui se non l’hai ancora fatto, la quarantena è il momento migliore per sperimentarlo.

Uscire dalla propria comfort zone artistica (sperimentare nuove attrezzature, schemi di luce e pose)
Quando si lavora in team è importante portare a casa il risultato giusto per ogni membro. Tendiamo quindi a giocare sul sicuro con schemi di luce che conosciamo bene e attrezzatura di fiducia. Quando invece siamo solo noi e la nostra macchina fotografica non dobbiamo rendere di conto a nessuno e possiamo sperimentare nuove tecniche fotografiche, obiettivi, schemi di luce e perchè no anche tematiche fuori dagli schemi. Avevamo in mente un’idea ma non siamo riusciti a realizzarla? Pazienza, cancelliamo tutto e ripartiamo da zero, nessuno lo verrà a sapere.

L’autoritratto fotografico aiuta ad accettare se stessi e il proprio corpo
Più tempo “tu” trascorri con te stesso, più ti sentirai a tuo agio con ogni parte del tuo essere. Sperimentare i fallimenti, trovare i tuoi punti di vista migliori (e peggiori) e essere paziente porterà ad una maggiore autocompassione.
L’auto-compassione porterà anche a una vita migliore al di fuori della fotografia. Capirai che non sei obbligato ad ascoltare ogni pensiero degli altri, soprattutto se negativo e a lasciarti scivolare addosso le critiche non costruttive. Ciò influenzerà la tua vita professionale, il tuo rapporto con i tuoi cari e, soprattutto, il tuo rapporto con te stesso.

Non bloccare la tua creatività per mancanza di soggetti da ritrarre
Riuscirai a trovare la bellezza negli oggetti quotidiani e imparerai a curare sempre di più la composizione in ogni suo dettaglio. Conoscere il tuo gusto creativo ti darà un’idea migliore di cosa cercare nei futuri servizi fotografici. Non c’è limite a ciò che puoi fare con gli oggetti di uso quotidiano. Anche se scattare in luoghi stravaganti non cesserà mai di essere eccitante, non dovrai più dipendere da tali luoghi per scattare fotografie d’impatto.

Scattare un autoritratto ti renderà molto più cosciente della figura dei modelli e ti aiuterà a direzionarli meglio. Una volta sperimentata la fotografia dalla prospettiva di un modello, avrai una migliore comprensione dei sentimenti dei tuoi soggetti durante un servizio fotografico. La tua capacità di entrare in empatia con essi farà sentire gli altri a proprio agio in tua presenza.

Ti renderà molto più paziente: andare avanti e indietro per controllare l’inquadratura, la luce, il settaggio della camera, la posa ti renderanno inizialmente più frustrato ma vedrai che una imparato i primi trucchetti ( per esempio acquistare un telecomando remoto o un app per il telefono) e ti imporrai di avere calma e mente aperta tutto diventerà più gestibile.

Non sai da dove cominciare? Ecco 10 spunti per iniziare a creare autoritratti creativi in casa propria.

1- Trova ispirazione da altri fotografi contemporanei specializzati in autoritratti come Brooke Shaden, Rosie Hardy o Sophie Eggert .

2- Crea un autoritratto con effetto arcobaleno. Puoi utilizzare un prisma e una torcia o ancora più semplicemente un cd!

ritratto fotografico fine art donna dai capelli rossi con arcobaleno sugli occhi e un fiore di lilla

3 – Ricreare una favola: qual’era la tua storia preferita da piccolo? Puoi prenderne spunto e ricreare un’ immagine collegata ad essa? Spesso basta un mantello, un lenzuolo o una corona ed una lanterna per evocare immagini suggestive nella mente di chi guarda.

ritratto fotografico fine art di donna dai capelli rossi con tatuaggi e piercing in vestito bianco con velo e corona

4 – Sperimenta con luci ed ombre. Oggetti come uno scolapasta, tende di pizzo o semplicemente le veneziane della finestra possono creare dei giochi di luce incredibili sul tuo volto.

ritratto fotografico fine art di donna orientale con ombrello rosso e giochi di luce sul viso

5 – Gioca con il controluce e fotografa la tua silhouette. Come fare è molto semplice: sistemati davanti ad una fonte di luce luminosa e prova varie combinazioni di pose finchè non trovi quella che preferisci. Puoi stare di spalle, di fronte, di lato in modo che la luce ti illumini leggermente il volto oppure sparire del tutto nell’ombra. Non ci sono limiti alla creatività!

ritratto fotografico fine art di donna su sfondo arancione e silhouette nera

6 – Le silhouette sono ottime anche per sbizzarrirsi nella doppia esposizione. E’ una tecnica fotografica nata inizialmente con l’analogico in cui si scattava 2 o più fotografie senza far andare avanti il rullino. Lo stesso spazio sul negativo veniva quindi utilizzato per esporre 2 o più foto una sopra l’altra. Con l’avvento del digitale è possibile utilizzare questa tecnica in due modi: scattare più foto singolamente e poi unirle con Photoshop o usare la funzione “esposizione multipla” o “doppia esposizione” che alcune Reflex hanno già preimpostata.

ritratto fotografico fine art in bianco e nero rappresentante una donna con i capelli legati in doppia esposizione

7 – Focalizzarti sui dettagli. Non necessariamente un autoritratto fotografico deve comprendere l’intero volto o corpo della persona. Puoi concentrarti su singoli elementi come mani, occhi, bocca o su parti di essi.

ritratto fine art rappresentante un braccio di donna con orologio al polso che coglie un fiore da un arbusto di rose rosa chiaro

8 – Scatta attraverso oggetti. Finestre, lastre di plexiglass, bicchieri, cellophane creeranno dei riflessi particolari e renderanno il focus più soft per un effetto “sognante” alla tua foto. Puoi bagnarle, colorarle con della vernice o riempirle di gelatina per creare degli effetti ancora più particolari. La parola d’ordine in questi casi è SPERIMENTARE.

ritratto fotografico fine art di donna attraverso un vetro

9 – Crea dei bellissimi autoritratti fotografici in bianco e nero. Concentrati solo sulla tua espressione, il bianco e nero renderà ancora più intensa la tua interpretazione.

ritratto fotografico in bianco e nero di donna con capelli biondi sul viso

10 – Utilizza props o oggetti di scena come specchi, candele, libri, fiori, etc etc. In questo modo non dovrai concentrarti troppo sulla posa delle mani che inizialmente può risultare difficile.

ritratto fotografico fine art di donna che tiene in mano uno specchio rotto dove si specchia il suo occhio azzurro

Iluminazione Rembrandt nel ritratto fine art

Guardando le mie opere si capisce subito che amo questo schema di luce: la sua profondità, la drammaticità che crea, l’impatto con lo spettatore, è lo schema di luce perfetto per un ritratto fine art.

Perchè si chiama luce Rembrandt?

Questo schema di luce prende il nome dal pittore Rembrandt Harmenszoon van Rijn, nato e vissuto in Olanda nel 1600. Grande ritrattista maestro nell’uso della tecnica del chiaroscuro diventerà famoso per la sua teatralità dell’immagine rappresentata, usando luci ed ombre per rendere l’emozione sul volto dei propri soggetti. Dimostra un grande gusto scenografico e i suoi soggetti sono spesso tratti da miti e storie bibliche.

Rembrandt in fotografia

Iniziamo dicendo che il termine è stato usato per la prima volta nel 1915 dal regista cinematrografico De Mille che usò dei riflettori per illuminare solo metà del volto degli artisti, più precisamente “per fare ombra dove le ombre devono apparire in natura”. Quando il partner di affari vide il film temette che i propietari delle sale cinematografiche avrebbero voluto pagare solo la metà del prezzo. Allora De Mille gli disse che era un’illuminazione alla Rembrandt e lui sollevato sostenette che per un’illuminazone così artistica avrebbero dovuto pagare il doppio.

La bellezza nell’uso della luce di Rembrandt risiede nella sua semplicità. Sebbene l’illuminazione in fotografia solitamente miri a rischiarare il soggetto il più possibile, questa tecnica consente di lasciare una metà del volto in ombra con un piccolo triangolo di luce sulla guancia.
La luce abbellisce il soggetto e affina il viso
, donando maggiore definizione agli zigomi: si tratta di un metodo davvero semplice per aggiungere atmosfera e intrigo a un ritratto altrimenti del tutto normale.

Per creare un’illuminazione Rembrandt in fotografia è necessario avere una fonte di luce (che sia un flash da studio, uno speedlight o una finestra) posizionata lateralmente rispetto al nostro soggetto. Posizionate il soggetto in modo tale che la luce cada sul volto con un angolazione di 45 gradi, rispetto all’asse di scatto e rivolta verso il basso sempre a 45°. In questo modo la fonte di luce creerà il caratteristico triangolo di luce sotto all’occhio del soggetto.

Il ritratto fotografico fine art

Il ritratto fotografico fine art

Chi mi conosce sa che ho un amore folle per la fotografia di ritratto anche se mi ci sono avvicinata in tarda età. In particolare il mio amore per le opere pittoriche dei grandi maestri del passato mi ha portato naturalmente verso la fotografia di ritratto fine art. Sento sempre più fotografi definire le proprie opere “fine art” quando invece non lo sono. Sono ritratti, a volte bellissimi, a volte meno, e non c’è niente di male in questo.


Ma che cos’è nello specifico allora il ritratto fine art? E’ un genere fotografico complesso, dove tecnica fotografica e concept si fondono per creare un’opera unica. Fine Art significa letteralmente Belle Arti ed è un termine generico che indica tutto ciò che ha una finalità artistica.
In fotografia il termine Fine Art è usato per quelle immagini che hanno un’estetica particolare, un’atmosferica pittorica, onirica e a volte surreale creata ad hoc per ogni servizio tramite impostazioni di luci ben studiate e una post produzione molto curata. Location, abiti, make up e acconciature, tutto è curato ed ideato alla perfezione. Ma non si ferma qui, il ritratto fotografico fine art è pensato per essere stampato su carte fotografiche particolari, tramite laboratori artigianali specializzati, di grandi dimensioni per dare un senso di tangibilità allo scatto che con il digitale è andato purtroppo perso.

Far parte di un servizio fotografico di ritratto fine art è come fare parte di un’opera d’arte, unica nel suo genere. Un mix di moderno e antico che si completa a vicenda secondo la sensibilità artistica del fotografo.

Il ruolo delle donne nella fotografia

Perchè parlare di questo argomento nel 2019?

Perchè nonostante l’emancipazione femminile stia facendo passi da giganti, su certi argomenti sembra che il tempo si sia fermato. Anzi, certe volte è tornato indietro.

Molti non sanno che il ruolo della donna nella fotografia è stato onnipresente fin dalla nascita della fotografia stessa. A fine 800 molte erano le donne fotografe che con la loro fotocamera ritraevano i propri cari e gli aspetti quotidiani della propria vita. Forse perchè la fotografia era considerata come una pratica ludica, non era ancora un’arte vera e propria. E allora come mai ancora oggi ci troviamo a dover uscire dagli stereotipi di donna modella nella fotografia? Probabilmente perchè, anche se la fotografia è stata portata avanti e resa pratica comune dalle donne, sono stati gli uomini a scriverne principalmente la storia e solo ultimamente è stato reso pubblico il merito delle donne. Basta vedere quante mostre vengono attualmente fatte sulla Cameron o Vivianne Mayer, per prendere due esempi di fotografe note a tutti.

Secondo Patrizia Pulga, dall’inizio fino ad oggi le donne che hanno ricoperto la professione di fotografa in tutto il mondo sono 2500. Un po’ pochine? Può darsi, ma ricordiamoci che in certi paesi, non solo in Africa ma anche India, per esempio, la professione di fotografo è stata resa accessibile alle donne solo in tempi recenti.

Vi lascio il link ad un articolo molto interessante del National Geographic che vi consiglio di leggere (vi basteranno pochi minuti) che spiega molto bene la differente visione di 22 donne fotografe: http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2019/03/08/foto/donne_fotografe_national_geographic-4327073/1/

Eppure nel 2019 quelle che provano a confrontarsi con i colleghi maschi subiscono ripetutamente la pratica del cosìddetto mansplaning, ovvero sentirsi in dovere di spiegare un argomento con saccenza e dando per scontato che la donna non sappia o stia sbagliando.

Mi è capitato pochi giorni fa in un gruppo di fotografia su Facebook, dove, scema io, cercavo conforto tra i miei colleghi per l’inabilità di una modella di mantenere fede alla parola data riguardo l’orario del set. Spiegavo ai miei colleghi che se volevo scattare ad una determinata ora un motivo c’era (la luce nella location che avevo scelta era giusta per il mio progetto a quell’ora li) e non vedevo perchè sarei dovuta venire incontro ad una che non capiva il mio punto di vista, soprattutto visto si trattava di un progetto gratuito! Un paio dei membri del gruppo si sono sentiti in dovere di spiegarmi come funziona la luce, che potevo tranquillamente scattare in un altro momento, che la luce è fatta per essere modificata, etc etc. Senza minimamente aver guadato il mio portfolio o anche solo aver letto il motivo della mia frustrazione.

Non contenti delle mie repliche, a cui hanno continuato a rispondere mettendo in mostra tutto il loro sapere e bravura, hanno poi pensato di risolvere la questione facendomi la richiesta di amicizia.

Che cosa pensavano di ottenere con questo gesto? Non saprei dirvi, non l’ho accettata.

Questi uomini per mia fortuna (o sfortuna) ho l’occasione di trovarli solo online, sarà perchè nella vita reale ho scelto di avere accanto un altro tipo di uomo per amico. Un uomo che pensa che le donne siano al loro livello e che non frema dalla voglia di vederle sminuite.

Tutto questo mi ha fatto poi pensare alle mie “colleghe” che si definiscono femministe e che si dedicano ad elevare la fotografia delle donne. Riflettiamo un attimo su questo concetto: esiste un tipo di fotografia in base al sesso del fotografo? una donna non può fare glamour o boudoir? una donna non può essere una fotoreporter di guerra? o ancora meglio, un uomo non può scattare foto di maternità o neonati?

Perchè ci dobbiamo ghettizzare nei segmenti della fotografia? Quando cercavo maggiori informazioni su questo argomento mi sono imbattuta in un’associazione di fotografe donne che crea mostre per sole donne. Capisco il senso dell’evento, capisco la voglia di mostrarsi al mondo come donne e fotografe ma secondo me non è il metodo giusto. Così ci mettiamo automaticamente in separazione dai nostri colleghi maschi quando invece dobbiamo batterci per essere più presenti nelle associazioni fotografiche. Avete mai sentito dire di associazioni di fotografi per solo uomini? Non esistono, perchè donne prima di noi si sono battute perchè noi donne potessimo fare parte di TUTTE le associazioni. Per essere tutti esattamente allo stesso pari. Che cosa accomuna la visione fotografica delle donne per farne un genere a parte? Assolutamente nulla, perchè come individui abbiamo tutti una visione fotografica diversa.

Un altro esempio di difficoltà che una donna deve sormontare sono i commenti “personali” che i colleghi rivolgono. “Ma come, così carina e non ti fai fare le foto? “Fai la fotografa solo perchè non hai trovato il fotografo giusto che ti ritragga ma con me è diverso”. Queste sono le frasi che occasionalmente mi son state rivolte quando cercavo di spiegare che io sto dietro e non davanti la macchina. Uomini che non accettano il ruolo di una donna come creatrice e non come immagine da ritrarre e basta.

Ma non sono solo gli uomini a rendere difficile la vita di una donna nel mondo della fotografia, sono anche le altre donne. Tempo fa una mia conoscente ha avuto una discussione con una donna fotografa per il fatto che ha saputo soltanto dopo averla fotografata che la ragazza era sia modella che fotografa.

“Non scatto con altre fotografe”.

Perchè? Perchè farsi la guerra anche in questo campo? Invece che darci una mano e sostenerci ci buttiamo giù per una questione forse di…gelosia? Non saprei, forse per insicurezza e paura che l’altra persona ci rubi l’idea? Questa negazione del doppio ruolo è stata portata avanti fin dagli anni 20 dove donne come Lee Miller sono passate alla storia più per “muse” o modelle o mogli di piuttosto che per fotografe. Ma quando viene da una donna fa più male che altro.

Spero con questo post di aver fatto sentire un po’ meno sola qualche futura collega. Parliamone, confrontiamoci e cerchiamo insieme di migliorarci e migliorare il mondo che ci circonda senza avere paura di essere noi stesse e di esprimere le nostre passioni.

Ritratto fotografico fine art a tema fantasy “Rhoswen”

Ritratto fotografico fine art a tema fantasy “Rhoswen”

Ita: Questo è stato un progetto particolare, Alice (Copper Cat) me ne aveva parlato quando lo scorso anno abbiamo sviluppato insieme il progetto fantasy Violet (clicca qui per vedere il post relativo). Era un progetto ispirato alle nostre comuni fotografe preferite Bella Kotak e Agnieszka Lorek, quindi sempre con tematiche fine art ma con un mood fantasy estremamente delicato e dai caldi toni autunnali. Inizialmente non pensavo di essere la persona più adatta per svolgere questo compito, Alice aveva una sua visione molto precisa della cosa (incluso abito e copricapo) e avevo paura che la mia visione fotografica non collimasse con la sua. Con il passare dei mesi invece abbiamo deciso di provare ad elaborare il tutto ed abbiamo incluso nel team la nostra mua di fiducia e la designer The Lily Among Torns.

Ita: Come potete vedere dal moodboard qui sotto le idee si sono volute molto in fase di scatto e soprattutto quando abbiamo iniziato a ragionare con Ludovica a proposito del trucco. Così dopo aver ricevuto il pacco con l’abito di Elisa (come sempre consegne sul filo del rasoio grazie ai simpaticissimi corrieri italiani), sono andata a caccia della location perfetta per lo shooting pensando di andare quasi a colpo sicuro con il parco comunale di Montelupo Fiorentino, vicino casa mia e dove avevamo scattato in precedenza. Con mia tristissima sorpresa i cespugli di fiori che avevo notato la volta prima e che speravo fossero in fiore in questo periodo dell’anno non solo non erano fioriti ma erano stati potati quasi a zero! Per fortuna ho trovato un’alternativa che si è rivelata essere perfetta per il progetto ed ha creato quel mood oscuro/misterioso che adoro incorporare nei miei ritratti.

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Ita: Un’altra serie di imprevisti si è presentata poi quando l’autobus che doveva portare Alice in Toscana ha ritardato di quasi un’ora e ci siamo ritrovati a scattare letteralmente di corsa per non perdere la luce rimasta. Adoro scattare in esterna ed è uno dei miei buoni propositi per il 2019 quello di scattare di più all’aperto invece che in studio ma per me è grande motivo di stress in quanto ci sono veramente tante variabili da controllare che spesso non riesco a gestirle tutte. In questo caso sono riuscita a gestire la luce usando un flash Quadralite Quaantum Move 400 con un Octabox della marca Godox. Se mi seguite da un po’ avrete capito che da quando Giorgio, il mio compagno, me l’ha regalato è diventato il mio modificatore di luce preferito. Adoro il fatto che mi aiuti a gestire la luce naturale contrastandola così bene.  Abbiamo usato pochi props perchè Alice è sempre molto brava con le pose senza aver bisogno di troppi aiuti: abbiamo usato un bauletto gentilmente offerto da Elisa e una mia vecchia mini barca a vela in finto avorio.

 

Postproduzione

In questo caso non ho dovuto sostituire il fondale e mi sono concentrata sull’ambientazione e sui toni che volevamo rendere. Ho deciso di tirare fuori il rosso e il verde per rendere l’immagine il più autunnale possibile e ci sono riuscita grazie all’utilizzo delle azioni di Bella Kotak e Pratik Naik “Fine Art Actions” (credits a fine pagina). Per finire il ritocco principale è stato sulla pelle della modella per togliere quelle piccole imperfezioni come brufoletti e capelli sparsi a causa del vento e l’aggiunta del fumo che non abbiamo potuto usare dal vivo in quanto nei parchi comunali è vietato l’uso di fumogeni.

C R E D I T S

Photography: Erica Mottin
Makeup/ Hair : Ludovica Pinna
Model : Copper Cat
Assistant: Giorgio
Costume Designer : The Lily Among Thorns

ATTREZZATURA

– Corpo Macchina Nikon D7000
– Obiettivo Nikkor 60mm f2.8
– Flash da studio Quadralite Quantuum Move 400w
– Modificatore di luce Octabox Godox 

Post Prodotto con Fine Art Actions

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Ritratto fotografico fine art a tema storico “Ad Maiorem Matris Gloriam”

Questo progetto di ritratto fotografico fine art a tema storico è nato in collaborazione con Juliet, modella milanese che gestisce un gruppo Fantasy su FB e con cui mi sono subito trovata in sintonia. Abbiamo iniziato a parlare di cosa ci sarebbe piaciuto scattare insieme e mi ha mostrato un bellissimo abito in stile Tudor creato da Reign & Rowan, designer Americana, con un paio di copricapi di Hysteria Machine, una delle mie designer preferite.

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Il tutto sarebbe stato perfetto per riprendere il mio progetto “Modern Saints and Forgotten Sinners” per ricreare un’iconografia cristiana con forti influenze pittoriche del ‘500.

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Così dopo aver definito il tutto (trucco, location, orario dei treni, etc etc) a fine gennaio sono andata a Milano ad incontrare Juliet e abbiamo scattato al Brainstorm Visual Studio di Tommaso, una persona veramente disponibile oltre ad essere un fotografo incredibile (come sempre in calce trovate tutti i riferimenti e vi consiglio, se passate da Milano, di scattare assolutamente con lui). Dopo aver valutato varie opzioni ho visto che Tommaso aveva un Octabox della Quadralite da 180cm e quindi ovviamente non potevo non sceglierlo! E’ stato posizionato alla sinistra della modella con una leggera inclinazione (non credo nemmeno fosse a 45°), volevo che la luce l’avvolgesse completamente ma per mantenere la drammaticità delle ombre nette ho preferito posizionarlo molto vincino a lei. Juliet è stata posizionata molto lontana dal fondale in quanto non mi interessava che fosse illuminato, anzi, come spesso mi succede quando voglio creare un’illuminazione drammatica, preferisco che si perda nello sfondo. Come fare a determinare se la luce va a sinistra o a destra della modella? Generalmente tendo a chiedere alla modella qual’è il suo lato migliore. Non amando gli scatti frontali, tendo a posizionarle di 3/4 e cerco di visualizzare qual’è il loro lato migliore prima di posizionare la luce.

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Postproduzione

Per quanto riguarda la post produzione, ho sostituito il fondale e optato per un ritocco della pelle tramite la separazione delle frequenze. Per quanto riguarda la gestione dei colori, ho usato le azioni per Photoshop create da Fine Art Actions by Bella Kotak e Pratik Naik. In particolare questo set ho usato “Iris” e “Another Realm” con alcune modifiche personali. Come al solito in calce trovate tutti i link per saperne di più!

C R E D I T S

Photography: Erica Mottin
Model/Makeup/ Hair: Juliet Tudor
Location: Brainstorm Visual Studio
Costume Designer : Reign&Rowan
Jewelry Designer: Hysteria Machine

ATTREZZATURA

– Corpo Macchina Nikon D7000
– Obiettivo Nikkor 60mm f2.8
– Flash da studio Quadralite Quantuum Move 400w
– Modificatore di luce Octabox Godox 

Post Prodotto con Fine Art Actions

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Ritratto fotografico fine art in omaggio a David Bowie – “The Woman Who Fell To Earth”

Ritratto fotografico fine art in omaggio a David Bowie –  “The Woman Who Fell To Earth”

Questo set è nato su richiesta di Isabella, una delle mie modelle più assidue e preferite, per immortalare il suo nuovo tatuaggio in onore del Duca Bianco. Ho accettato immediatamente la proposta essendo anche io grande fan fin da piccola di David Bowie. Un amore nato insieme a mia madre, che mi ha introdotta alla sua musica con il film Labyrith e da allora non me ne sono mai separata. Ho un rapporto molto particolare con la musica, è parte integrante della mia vita e non potrei mai farne a meno. Ascoltare musica per me è come respirare e andare ai concerti è una delle cose che preferisco fare. Adoro stare in mezzo alla folla di altri appassionati come me, cantare, saltare, ballare ed emozionarmi per quelle note che toccano le corde più profonde del nostro animo o semplicemente portano gioia e divertimento senza pensieri. E’ un modo per fuggire dalla realtà del quotidiano e non avere pensieri. Sfortunatamente non sono mai riuscita a vedere David dal vivo e la sua morte così improvvisa mi ha colpita nel profondo. Sapere che non avrei avuto modo di vederlo mai più esibirsi dal vivo mi ha lasciato un senso di amarezza in bocca, il non potergli restituire in minima parte quello che lui ha donato a noi mi è dispiaciuto moltissimo e quindi ho trovato il mio modo per rendergli omaggio, nel mio piccolo.

Immagine moodboard

Per questo set volevamo fare qualcosa di diverso dal solito tributo quindi abbiamo optato per una collaborazione con Elaine’s Couture per reinterpretare il make up del periodo Ziggy Stardust piuttosto che l’iconica saetta. Per quanto riguarda i costumi e gli accessori invece non volevamo che dessero troppo fastidio, il fulcro dell’immagine doveva essere il trucco e il braccio quindi abbiamo optato per dei gioielli che riprendessero il colore del make up e un top monospalla di Isa con una cintura in vita come punto luce.

L’illuminazione è stata molto semplice ma studiata nei minimi particolari: ho usato un solo punto luce con il mio fidato Quadralite Quantuum Move400 e come modificatore ho usato l’octabox Godox. Il flash è stato posizionato alla sinistra della modella e molto vicino a lei per ricreare una luce quasi Rembrandt. Al momento non dispongo di una giraffa quindi ho posizionato il flash e l’octabox su uno stativo alzandolo all’altezza massima consentita dal tetto dello studio (circa 3m) e l’ho piegato a 45°. Questa posizione e il fatto che sia molto vicino alla modella ha permesso di creare un’illuminazione con ombre nette, in particolar modo sulla mascella, ma al tempo stesso non troppo dura ma diffusa in modo da non esaltare i difetti della pella ma nasconderli. Non ho usato luci per illuminare lo sfondo o per separarla da esso perchè volevo rendere la sensazione che emergesse dallo stesso e quindi non avere contorni netti ( anche i capelli non hanno la fill light, avevo paura che essendo molto rossi lo sguardo si sarebbe perso su di loro e non sul trucco).

Postproduzione

Ita: Per quanto riguarda la post produzione, come sempre ho optato per un leggero ritocco della pelle tramite la separazione delle frequenze e l’uso dell’azione per Photoshop Black and Gold creata da Fine Art Actions by Bella Kotak e Pratik Naik. Per tutti coloro che non conoscono ancora le azioni di Photoshop, vi spiego in breve di cosa si tratta: sono dei preset di azioni registrate che permettono di creare determinati contrasti e colorazioni in automatico con un solo click. Sono totalmente modificabili in quanto ogni azione è suddivisa in più livelli, tutti aggiustabili secondo il proprio gusto. In particolare queste create da Fine Art Actions sono specifiche per le immagini Fine Art e dal gusto fiabesco. Come al solito in calce trovate tutti i link per saperne di più!

C R E D I T S

Photography: Erica Mottin
Model : Isabella 

Mua: Elaine’s Couture
Assistant: Giorgio

ATTREZZATURA USATA IN QUEST SET:

– Corpo Macchina Nikon D7000
– Obiettivo Nikkor 60mm f2.8
– Flash da studio Quadralite Quantuum Move 400w
– Modificatore di luce Octabox Godox 

Post Prodotto con Fine Art Actions

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Ritratto fotografico fine art tema anni ’20 – Miss Fisher

Ritratto fotografico fine art tema anni ’20 – Miss Fisher

Questo è il secondo set del filone anni 20 che ho cominiciato nel 2018 con “Greater Than Gatsby”. Per questo set mi sono ispirata alla serie tv australiana “Miss Fisher’s Murder Mysteries” in cui un investigatore privato donna indaga sugli omicidi nella Melbourne dei ruggenti anni ’20.
Il personaggio di Miss Fisher è una nobildonna molto brillante, astuta e affascinante, decisa a risolvere qualsiasi crimine le si ponga davanti. Una donna così indipendente e forte di volontà doveva per forza essere immortalata tra i miei ritratti!

Ho scelto Elisa come modella tramite un casting su Facebook, l’avevo già adocchiata in quanto aveva posato tempo addietro per una mia conoscente e quando si è candidata mi è sembrata la persona adatta a questo progetto. Ho utilizzato lo stesso moodboard per Greater Than Gatsby: stessa colonnina, stesso pellicciotto ma il risultato è stato totalmente diverso e ne sono enormemente contenta.

In questo caso l’illuminazione è stata modificata un po’ rispetto a Greater Than Gatsby per riuscire a superare l’ostacolo più grande: nero su nero. Il vestito era nero, i capelli erano castani scuri, il pellicciotto era nero. Quindi ho deciso di posizionare un flash (il mio fidato Quadralite Quantuum Move400) con barndoor alle spalle della modella e verso il fondale. In questo modo ho separato la modella dallo sfondo delineandone i contorni. Mi sono concentrata solo su mezza figura perchè volevo che il fondo si perdesse il più possibile, come sei lei emergesse dall’oscurità. L’altro flash è stato posizionato alla sinistra della modella con altezza massima consentita dallo stativo e un angolo di 45°. Il modificatore di luce usato è stato il softbox ottagonale 47 inches marca Godox.

Postproduzione

La postproduzione su questo set è stata ancora più semplice del previsto. Mi è piaciuta moltissimo la luce che ero riuscita a creare in fase di scatto e ho usato l’azione “Black and Gold” di Fine Art Actions by Bella Kotak and Pratik Naik in modo da aumentare o diminuire la definizione/ il contrasto nei punti giusti. Per tutti coloro che non conoscono ancora le azioni di Photoshop, vi spiego in breve di cosa si tratta: sono dei preset di azioni registrate che permettono di creare determinati contrasti e colorazioni in automatico con un solo click. Sono totalmente modificabili in quanto ogni azione è suddivisa in più livelli, tutti aggiustabili secondo il proprio gusto. In particolare queste create da Fine Art Actions sono specifiche per le immagini Fine Art e dal gusto fiabesco. Come al solito in calce trovate tutti i link per saperne di più!

Poi ho sostituito il fondale con uno dei miei soliti stock e ho giocato sui colori andando verso un verde marrone molto leggero. Per tutti coloro che si vogliono cimentare in questa impresa ricordatevi che le maschere di Photoshop sono le vostre migliori amiche e non fate come me, acquistate un fondale di carta GRIGIO e non nero, vi renderà la vita decisamente più facile! Infine ho sistemato leggermente la pelle con la tecnica di separazione delle frequenze in Photoshop.

C R E D I T S

Photography: Erica Mottin
Model/Mua/Hair : Elisa 

ATTREZZATURA USATA IN QUEST SET:

– Corpo Macchina Nikon D7000
– Obiettivo Nikkor 60mm f2.8
– Flash da studio Quadralite Quantuum Move 400w
– Modificatore di luce Octabox Godox  su main light + Barndoor su backlight

Post Prodotto con Fine Art Actions

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Ritratto fotografico fine art tema anni ’20 – “Greater Than Gatsby”

Ritratto fotografico fine art tema anni ’20 – “Greater Than Gatsby”

Questo set è stato ispirato dalla collezione anni 20 creata dalla designer Belga “General Guerisse”. I ruggenti anni 20 non sono mai stati il mio periodo storico preferito ma l’idea delle femme fatale, del lusso sfrenato e dei film noir mi ha sempre affascinato e quando la designer ha postato un annuncio su facebook dove cercava collaboratori per fotografare le sue nuove creazioni ho capito che era il momento giusto per iniziare q

Dopo aver scelto l’abito che più era affine al mio gusto personale ho definito il moodboard e ho capito che era l’occasione perfetta per lanciarmi in una nuova avventura: essere la mia stessa musa per un giorno. Chi di voi mi conosce personalmente sa che non sono particolarmente fotogenica e questo mi ha fermato molte volte da lanciarmi in altri progetti. Nonostante io sia bravissima a mettere in posa gli altri e a capire come farli risultare al meglio, su me stessa non riesco. Sono sempre ipercritica e non mi accontento mai. Quindi ho deciso alla veneranda età di 31 anni di uscire dalla mia comfort zone e sperimentare.

Come ho scritto molte volte, amo preparare i miei set tramite moodboard o bacheche visive e ho trovato come strumento perfetto per realizzarle Pinterest. E’ possibile creare delle cartelle segrete, visibili solo a noi, dove raccogliere le immagini di riferimento e questo mi aiuta molto anche in fase di scatto per quanto riguarda le pose che voglio che la modella mantenga.

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Sapevo che avrei scattato nel mio studio casalingo quindi ho trovato dei props che fossero adatti al mood e ho scattato con un fondale nero in modo che potesse essere sostituito con un altro in fase di post produzione (anche se consiglio vivamente di scattare con fondale grigio in quanto è decisamente più facile da elaborare in pp). Il set up delle luci è stato molto semplice, in quanto volevo ricreare la luce natuale usata dai fotografi negli studi dell’epoca. Ho infatti usato un’unica fonte di luce controllata ovvero il mio fedele Quadralite Quantuum Move400 con il mio modificatore di luce preferito, un softbox ottagonale da 120cm. L’ho posizionato alla sinistra della modella, con altezza massima consentita dal soffitto e con un angolo di 45° a poca distanza dal soggetto in modo da ottenere una luce di taglio e dall’alto.

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Postproduzione

Come ho già accennato sopra, ho inserito con photoshop un fondale che a mio avviso fosse consono con l’immagine che avevo in mente e ho usato le azioni di Bella Kotak and Pratik Naik (Solstice Retouch) della collezione Fine Art Actions per aumentare l’intensità e la drammaticità dell’immagine. Per tutti coloro che non conoscono ancora le azioni di Photoshop, vi spiego in breve di cosa si tratta: sono dei preset di azioni registrate che permettono di creare determinati contrasti e colorazioni in automatico con un solo click. Sono totalmente modificabili in quanto ogni azione è suddivisa in più livelli, tutti aggiustabili secondo il proprio gusto. In particolare queste create da Fine Art Actions sono specifiche per le immagini Fine Art.  In particolare per coloro che le conoscono ho usato Iris e Paranormal. Per tutti gli altri, trovate il link al loro sito nei credits a fondo pagina.

C R E D I T S

Photographer/Model: Erica Mottin 

Costume Designer : General Guérisse

Assistant: Giorgio

Retouched with Fine Art Actions

ATTREZZATURA USATA IN QUEST SET:

– Corpo Macchina Nikon D7000
– Obiettivo Nikkor 60mm f2.8
– Flash da studio Quadralite Quantuum Move 400w
– Modificatore di luce Octabox Godox  su main light

Post Prodotto con Fine Art Actions

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