Il ruolo delle donne nella fotografia

Perchè parlare di questo argomento nel 2019?

Perchè nonostante l’emancipazione femminile stia facendo passi da giganti, su certi argomenti sembra che il tempo si sia fermato. Anzi, certe volte è tornato indietro.

Molti non sanno che il ruolo della donna nella fotografia è stato onnipresente fin dalla nascita della fotografia stessa. A fine 800 molte erano le donne fotografe che con la loro fotocamera ritraevano i propri cari e gli aspetti quotidiani della propria vita. Forse perchè la fotografia era considerata come una pratica ludica, non era ancora un’arte vera e propria. E allora come mai ancora oggi ci troviamo a dover uscire dagli stereotipi di donna modella nella fotografia? Probabilmente perchè, anche se la fotografia è stata portata avanti e resa pratica comune dalle donne, sono stati gli uomini a scriverne principalmente la storia e solo ultimamente è stato reso pubblico il merito delle donne. Basta vedere quante mostre vengono attualmente fatte sulla Cameron o Vivianne Mayer, per prendere due esempi di fotografe note a tutti.

Secondo Patrizia Pulga, dall’inizio fino ad oggi le donne che hanno ricoperto la professione di fotografa in tutto il mondo sono 2500. Un po’ pochine? Può darsi, ma ricordiamoci che in certi paesi, non solo in Africa ma anche India, per esempio, la professione di fotografo è stata resa accessibile alle donne solo in tempi recenti.

Vi lascio il link ad un articolo molto interessante del National Geographic che vi consiglio di leggere (vi basteranno pochi minuti) che spiega molto bene la differente visione di 22 donne fotografe: http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2019/03/08/foto/donne_fotografe_national_geographic-4327073/1/

Eppure nel 2019 quelle che provano a confrontarsi con i colleghi maschi subiscono ripetutamente la pratica del cosìddetto mansplaning, ovvero sentirsi in dovere di spiegare un argomento con saccenza e dando per scontato che la donna non sappia o stia sbagliando.

Mi è capitato pochi giorni fa in un gruppo di fotografia su Facebook, dove, scema io, cercavo conforto tra i miei colleghi per l’inabilità di una modella di mantenere fede alla parola data riguardo l’orario del set. Spiegavo ai miei colleghi che se volevo scattare ad una determinata ora un motivo c’era (la luce nella location che avevo scelta era giusta per il mio progetto a quell’ora li) e non vedevo perchè sarei dovuta venire incontro ad una che non capiva il mio punto di vista, soprattutto visto si trattava di un progetto gratuito! Un paio dei membri del gruppo si sono sentiti in dovere di spiegarmi come funziona la luce, che potevo tranquillamente scattare in un altro momento, che la luce è fatta per essere modificata, etc etc. Senza minimamente aver guadato il mio portfolio o anche solo aver letto il motivo della mia frustrazione.

Non contenti delle mie repliche, a cui hanno continuato a rispondere mettendo in mostra tutto il loro sapere e bravura, hanno poi pensato di risolvere la questione facendomi la richiesta di amicizia.

Che cosa pensavano di ottenere con questo gesto? Non saprei dirvi, non l’ho accettata.

Questi uomini per mia fortuna (o sfortuna) ho l’occasione di trovarli solo online, sarà perchè nella vita reale ho scelto di avere accanto un altro tipo di uomo per amico. Un uomo che pensa che le donne siano al loro livello e che non frema dalla voglia di vederle sminuite.

Tutto questo mi ha fatto poi pensare alle mie “colleghe” che si definiscono femministe e che si dedicano ad elevare la fotografia delle donne. Riflettiamo un attimo su questo concetto: esiste un tipo di fotografia in base al sesso del fotografo? una donna non può fare glamour o boudoir? una donna non può essere una fotoreporter di guerra? o ancora meglio, un uomo non può scattare foto di maternità o neonati?

Perchè ci dobbiamo ghettizzare nei segmenti della fotografia? Quando cercavo maggiori informazioni su questo argomento mi sono imbattuta in un’associazione di fotografe donne che crea mostre per sole donne. Capisco il senso dell’evento, capisco la voglia di mostrarsi al mondo come donne e fotografe ma secondo me non è il metodo giusto. Così ci mettiamo automaticamente in separazione dai nostri colleghi maschi quando invece dobbiamo batterci per essere più presenti nelle associazioni fotografiche. Avete mai sentito dire di associazioni di fotografi per solo uomini? Non esistono, perchè donne prima di noi si sono battute perchè noi donne potessimo fare parte di TUTTE le associazioni. Per essere tutti esattamente allo stesso pari. Che cosa accomuna la visione fotografica delle donne per farne un genere a parte? Assolutamente nulla, perchè come individui abbiamo tutti una visione fotografica diversa.

Un altro esempio di difficoltà che una donna deve sormontare sono i commenti “personali” che i colleghi rivolgono. “Ma come, così carina e non ti fai fare le foto? “Fai la fotografa solo perchè non hai trovato il fotografo giusto che ti ritragga ma con me è diverso”. Queste sono le frasi che occasionalmente mi son state rivolte quando cercavo di spiegare che io sto dietro e non davanti la macchina. Uomini che non accettano il ruolo di una donna come creatrice e non come immagine da ritrarre e basta.

Ma non sono solo gli uomini a rendere difficile la vita di una donna nel mondo della fotografia, sono anche le altre donne. Tempo fa una mia conoscente ha avuto una discussione con una donna fotografa per il fatto che ha saputo soltanto dopo averla fotografata che la ragazza era sia modella che fotografa.

“Non scatto con altre fotografe”.

Perchè? Perchè farsi la guerra anche in questo campo? Invece che darci una mano e sostenerci ci buttiamo giù per una questione forse di…gelosia? Non saprei, forse per insicurezza e paura che l’altra persona ci rubi l’idea? Questa negazione del doppio ruolo è stata portata avanti fin dagli anni 20 dove donne come Lee Miller sono passate alla storia più per “muse” o modelle o mogli di piuttosto che per fotografe. Ma quando viene da una donna fa più male che altro.

Spero con questo post di aver fatto sentire un po’ meno sola qualche futura collega. Parliamone, confrontiamoci e cerchiamo insieme di migliorarci e migliorare il mondo che ci circonda senza avere paura di essere noi stesse e di esprimere le nostre passioni.